Esercitazioni in Sala Rossa, Galleria Ghiggini Varese

Dopo la XIII edizione del Premio Ghiggini, classificandomi al terzo posto, insieme ad Alessandro Mazzoni ci venne proposto uno spazio della stessa Storica Galleria in centro a Varese, la Sala Rossa.

Io ed Alessandro abbiamo due stili diversi, direi quasi opposti; il mio stile è decisamente più analitico e concettuale, e appena entrai nella Sala Rossa, subito venni colpita dalla pavimentazione in maiolica, tanto da voler dedicare la ricerca e le opere ai motivi geometrici e floreali della stessa pavimentazione.

Studiai quella sala e la sua pavimentazione in modo da poter realizzare qualcosa che mi appartenesse. Presi delle prove colore per trovare le gradazioni più affini a quelli della pavimentazione per poter eseguire le Esercitazioni in Sala Rossa.

               

Realizzai diversi lavori in scala di piccole dimensioni attraverso il ricamo a punto croce su tela aida, ed utilizzai del pigmento colorato, riprendendo un po’ il colore che poteva essere stato utilizzato all’epoca della creazione, coloritura e cottura della ceramica.

Come spesso capita creando, riuscii sempre di più ad integrare in modo molto naturale la mia ricerca, il mio modus operandi, attraverso il cambiamento del punto di vista: rappresentando lo stesso motivo e mostrandolo sia davanti che per il retro; ed attraverso l’enumerazione: contanto i quadratini che venivano  ricamati o il tempo nel quale ho eseguito un manufatto.

Le mie opere e gli acquarelli di Alessandro Mazzoni si sono integrate perfettamente nell’ambiente della Sala Rossa, della Galleria Ghiggini.

Oltre alla singola nostra ricerca, durante l’inaugurazione abbiamo proposto una performance.

"Nonostante le ricerche artistiche di entrambi sono molto differenti tra loro in quanto, mentre Alessandro lavora in modo “romantico” attraverso una ricerca sul colore, sulla macchia, sulle aperture e suggestioni, Elisa utilizza un metodo di indagine più schematico: classificando e catalogando elementi o situazioni della realtà (sia essa  interna od esterna).

Nonostante queste divergenze, Elisa ed Alessandro hanno provato a creare un comune intento: quello di realizzare un metaforico ponte fra questi due poli ed esprimerlo all'interno della sala proposta.

Sebbene ognuno proponga i rispettivi lavori, Alessandro ed Elisa hanno elaborato un'opera(una performance)che potesse contenere i rispettivi mondi".

Alessandro, attraverso la tecnica dell’acquarello fece dei piccoli foglietti di colore, gli stessi delle piastrelle (alcuni più accesi, altri sbiaditi dal tempo), invitando i visitatori a cercarli in modo poi da poterli numerare.

Incredibile il coinvolgimento degli ospiti presenti all’inaugurazione che ha fatto riuscire alla grande la performance.

         

Successivamente ho numerato i colori trovati in base alla legenda creata da Alessandro. Ecco un dettaglio del risultato.

 

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I sei lavori eseguiti per la mostra sono opere uniche

Per maggiori informazioni contattami indicando nell’oggetto il titolo dell’opera

 

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